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I
PENDOLARI I pendolari
s'incontrano al mattino
se non si salutano comunque si guardano si osservano e si scrutano intercettano le nuove reclute senza però far mai loro gavettoni.
Si scelgono per sedersi vicini od evitano per mettersi lontani si accennano sorrisi si tenta qualche battuta per far sondaggi di simpatia. Se la battuta è gradita allora si conversa si parla del più e del meno in piena libertà. Così conosci Marco che porta gli zoccoli bianchi almeno sei mesi all'anno gli chiedi dove faccia l'infermiere ti risponde che fa tutt'altro mestiere. Una volta mi ha dato un bel suggerimento per sostituire il manico della vecchia borsa di cuoio in cui
portavo il computer: "Mettici un pezzo di legno". Avevo dei rami di ciliegio venne
perfetto (forse poprio quel manico indusse
un controllore a chiedermi se fossi un insegnante in particolare un docente universitario). Se c'è qualcuno che se la tira lo ignori o lo guardi con commiserazione altrettanto fai con chi sfoglia riviste come Glamour. C'è chi arriva con molto anticipo come per passare in rassegna tutti qualcun altro invece scommette ogni giorno sul ritardo del treno.
Con qualcuno sembri avere un appuntamento quotidiano al mattino ed alla sera qualcun altro lo vedi ogni tanto e speri sempre sia la volta
buona
quando si tratta di Aurora al punto che mi ha ispirato una nuova password non solo per aver avuto da lei in regalo un ombrellino una sera che pioveva: l'ultima volta che l'ho incontrata gliel'ho fatto sapere e lei è rimasta molto contenta (non so se sorpresa altrettanto). L'altra mattina Marco ha detto "guarda sta arrivando Aurora" (ignorava lui che prendevo quel treno proprio nella speranza di vederla).
A fine anno dovrei cessare di fare il
pendolare ma non vorrei smettere di dare la corda al pendolo perché quando Aurora arriverà ancora in stazione voglio continuare a fingere a Marco di non accorgermene messaggi
come questi:
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21 novembre 2015