SULL'ESPRESSO DEL LEVANTE

E' quasi mezzo secolo
e tutto questo tempo
ancora non ha cancellato
il ricordo di quel viaggio
sull'espresso del levante
studenti in giurisprudenza
il 21 dicembre 1973
ritornavamo per Natale
tu in Salento io in Lucania
alla stazione di Bologna
salimmo su quel treno superaffollato
rimanendo tutta la notte in corridoio
tu mi offristi da sedere
sul tuo borsone di fianco a te
poi le guance da sfiorare
le mani da accarezzare
sussurri dolci di voce
e sguardi ancor di più.

Non ci siamo rivisti che l'11 luglio 1977
a nostra insaputa ci laureammo lo stesso giorno
casualmente ci incontrammo in via Zamboni
tu portata in trionfo dai tuoi genitori e dal fidanzato
io invece solo scappando via dal fotografo
per rifiutargli la fotografia che mi aveva fatto
ci guardammo sorpresi e spaventati
di sfuggita senza neppure salutarci.

Quante volte ho pensato con rimpianto
che saresti potuta essere la migliore compagna
forse avrai pensato la stessa cosa anche tu di me
quando il matrimonio è finito di essere poesia:
che rimanga allora la poesia di quei versi
sussurrati quella notte con parole smorzate
carezze di mani e guance sfiorate:
eppure debbo aggiungere il giuramento che
se in un altro mondo dovesse accadere ancora
di ripetere quel viaggio di ritorno per Natale
io non scenderei più alla stazione di Foggia
verrei con te a Montesano Salentino
il paese più bello che esista perché lì eri tu
e nell'attesa di tener fede al giuramento

… sono le parole della tua lettera
del 22 gennaio 1974 che ho conservato
forse anche tu avrai serbato la mia cartolina.

 

25 dicembre 2020