UNA TELEFONATA ALLUNGA LA VITA
... ma non più di tanto
Uno degli spot pubblicitari meglio riuscito
e divertente di qualche anno fa, ruotava intorno alla battuta secondo cui "una
telefonata allunga la vita".
Probabilmente lo spot ha anche un fondo di
verità, perché sicuramente le telefonate che facevo a mia madre lontana le
producevano un effetto migliore di qualunque medicina - di cui peraltro non aveva
bisogno - se, sentendo squillare il telefono ed immaginando che dall'altro capo
ci fossi io, rispondeva sempre con un "pronto" sonoro e brillante, che sottendeva
un sussulto di gioia.
Rispose così anche giovedì 25 febbraio 1999, quando
intercorse tra di noi l'ultima telefonata. Le telefonate finirono purtroppo bruscamente ed il
motivo non fu che Telecom tagliasse il filo per mancato pagamento delle
bollette, bensì che il padre di mia madre sembra avesse avuto
improvvisamente bisogno di lei dall'aldilà. Ed allora lei ci andò speditamente,
tre giorni
dopo, domenica 28, senza farvi, ovviamente, più
ritorno!
Comunque, non so se grazie anche alle mie telefonate, mia
madre è campata 85 anni, certo un bel traguardo, ma non comparabile con quello
di mio padre, che è nel suo
94° anno, e che è diventato vedovo ben due volte. Però all'età in cui è
rimasto per la seconda volta solo, non se l'è sentita più di tentare di battere per la terza volta un'altra moglie, sicché egli ha rinunciato a mettere
in pratica il proverbio che "non c'è due senza tre".
Peraltro, nel caso di mio padre, dubito che la sua longevità
sia da correlarsi alle telefonate, perché egli è alquanto sbrigativo nella
conversazione, atteso che, sinceratosi che stiamo bene, come sia il tempo, come
vanno i figli a scuola o al lavoro, in meno di un minuto ti fa capire che devi
salutarlo, giacché il telefono "cammina", egli dice.
Ma sono riuscito a convincerlo che il mio telefono è invece
fermo, da quando ho fatto l'abbonamento con la formula "Infostrada
tempo zero", sicché allora egli indulge ad intrattenersi un po' di più,
potendo così specificargli meglio le condizioni meteorologiche, e lui a me, oppure
sentire quanti gol ha segnato la squadra di Genzano di Lucania, le cui partite
egli vede dal balcone di casa, trovandosi il campo di calcio proprio davanti
dove abita.
Mi racconta che i gol sono fatti quasi esclusivamente da giocatori argentini,
di cui - parrà strano ma è vero - è composta in prevalenza la squadra di
calcio genzanese. Così,
mentre un secolo fa da Genzano - e da tutti i nostri miseri paesi lucani -
partivano gli emigranti per andare a fare fortuna anche in quella lontana terra
dell'America latina, ora, viceversa, vengono dall'Argentina in Italia, sognando,
chissà, di diventare tutti dei Maradona, e di poter fare loro fortuna qua.
I giocatori argentini ospiti a Genzano, tuttavia, saranno
anche bravi a fare dei gol, ma non brillano per educazione se, trovandomi a fare
visita a mio padre e vedendoli passare davanti a casa dopo pranzo, li ho
sorpresi buttare sul marciapiede bucce di banane che stavano mangiando in giro,
costringendomi a dover intervenire per fargliele raccattare, ciò che hanno
fatto con assai riluttanza e fastidio.
Di recente c'è stata un'altra iniziativa, semispottiva
(sic!), nel senso che assomiglia anch'essa ad uno spot, assunta dal nostro Capo
del Governo Berlusconi - che come è noto di spot se ne intende e come - in un
certo senso mirata
anch'essa a prolungarci la vita, mediante il consumo di minori farmaci. Non si
può al riguardo non dire di non avere assolutamente niente da ridire. Anzi,
consiglio di leggere l'interessante opuscolo pervenuto a mezzo posta a tutte le
famiglie, e se per caso non fosse arrivato, clicca
qua per leggerlo.
Apprezzerei, tuttavia, ancora di più il nostro Premier, se
facesse pervenire agli italiani un altro invito, quello di "consumare" anche meno televisione, la quale può forse produrre
l'effetto di allungare la vita, ma sicuramente anche quello collaterale di rendere
babbei coloro che la guardano troppo.
Questo però non accadrà mai, perché così come Lopez senza
il telefono sarebbe stato un uomo morto, anche Berlusconi senza la televisione -
anzi le televisioni - sarebbe un uomo morto. Ed allora cominciamo a predisporci
masochistimamente per "godere" dellla miriade di spot coi quali saremo
inondati da tutte le televisioni, non solo quelle strettamente personali, per
farci convincere che solo lui - coadiuvato da Bossi, Fini, Previti, Buttiglione
... - è il depositario della libertà, della democrazia, del benessere, dello
sviluppo...
Un uomo politico (un governatore), in Lombardia, s'è messo
in moto in anticipo per le prossime elezioni regionali e ti passa qua e là a
fianco, con la sua barbettina bianca, sfrecciando sulle fiancate degli autobus
mentre proclama essere "il presidente di tutti". Uno non può non
chiedersi: Ciampi di chi è allora presidente? E che ci fa più?
Lo scopo, evidentemente, è che la sua faccia rimanga impressa in modo privilegiato nella memoria, senza
accontentarsi solo di confonderla tra le tante che appariranno sui tabelloni
della propaganda elettorale, che sono uno spettacolo nauseante da vedersi.
A proposito, in occasione delle ultime elezioni europee, non
potendo evitare di sbatterci su lo sguardo, mi era capitato di vedere un
manifesto di propaganda elettorale del candidato La Russa, notando che aveva un
look diverso da quello col quale lo avevo visto fin lì apparire in televisione:
in particolare che al posto della cornice di barba coltivata, aveva un mite
baffetto, non molto dissimile dalla peluria di un adolescente.
Volendo far rilevare a degli amici di essere un acuto
osservatore, chiedo se si fossero accorti anche loro del cambiamento di look di
La Russa. Essi mi rispondono però che quello del manifesto era il fratello di
Ignazio! Era infatti così, perché alla sera l'onorevole di Alleanza Nazionale
l'ho rivisto intervistato in televisione e non aveva assolutamente niente di
mutato nella sua espressione, lontana mille miglia da quella d'un angelo.
Quando mi capita di veder apparire siffatto onorevole, se
avessi paura di andare all'inferno, essa mi diminuisce subito, perché
penso che non possa esistere alcun diavolo che possa farmi più spavento della
sua faccia.
Se ne avessi la possibilità, mi piacerebbe andare in un
posto il più remoto, dove finalmente non ci sia da guardare più la
televisione, vedere nessuna faccia di politico, neppure sui manifesti elettorali.
Solo non eviterei di portarmi dietro un telefono, ciò per
diverse ragioni.
La prima è che non si sa mai che per interferenza di
lunghezza d'onda non mi arrivi una telefonata dall'aldilà da parte di mia
madre.
Poi perché vorrei continuarmi a tenere aggiornato sul numero
dei gol segnati a Genzano di Lucania dai giocatori argentini.
Un'altra ancora è la speranza che possa essere raggiunto da
una voce gentile come la brezza su un prato in fiore a primavera.
Infine perché potrebbe tornarmi utile, se dovessi
all'improvviso essere attorniato da animali feroci. Mi ricorderei infatti in quel
momento di quello che faceva Lopez e costringerei ad aspettare all'infinito le
belve fameliche, inscenando un'interminabile telefonata.
Ma forse, anzi sicuramente, gli animali non sono stupidi
quanto gli uomini, e qualche leone non esiterebbe troppo ad avventarsi su di me
con le sue fauci spalancate. Ed il brutto non sarebbe tanto di finire con la
testa nella sua bocca, quanto che in quel momento potrebbe venirmi in mente
ancora la faccia dell'onorevole Ignazio La Russa. Per fortuna, però, sarebbe
pure l'ultima volta.
Io non avrei poi più visto e sentito niente, ma
certamente nei paraggi ci sarebbe stato anche qualche sciacallo che, dopo essere
stato lasciato digiuno da Berlusconi (ed anche da Mastella, che non ha offerto
più da mangiare dopo che ha dovuto pagare il conto dalle parti di Cuneo), avrà
aspettato di mettersi in bocca qualche avanzo del mio corpo rifiutato dai leoni,
leccandosi alla fine anche i baffi.
(vignetta tratta da: http://www.sistemia.it/isoladeicani/mag-giu03/performance.htm
)